2023
Bodàr
Matteo Benedetti
Monica Manicone
Viviana Ragnini
Laura Zerella
Giusy Manfredi
Luca Cassiani
studio Variabile
| Concorso di progettazione |
L’area dei Fori Imperiali rappresenta per la città di Roma il luogo per eccellenza della sospensione della Storia e della sua riverberazione nella città contemporanea. La presenza visibile e, quasi attiva, dei resti archeologici restituisce alla città un’intelaiatura spaziale che, pur rappresentando il lacerto di un’unità urbana ormai perduta della storia più antica, assume in sé un potenziale immaginifico straordinario. La forza simbolica evocata dalle belle rovine dell’architettura dei Fori ha orientato il progetto mutuando dal concetto di riverberazione il tema della risonanza spaziale e geometrica. La sua modellazione e articolazione si struttura attraverso una serie di rimandi metrici e di contrappunti episodici, che stabiliscono le modalità di relazione tra la civitas contemporanea, la sua quota attuale e le presenze archeologiche e storiche, o storicizzate, lungo l’anello della passeggiata. Il dialogo sofisticato con la storia si traduce nel disegno di una partitura urbana che, appoggiandosi ad una filigrana sottesa che sintetizza le diverse matrici sovrapposte alla nuova metrica.
L’azione progettuale fondativa ambisce a riportare alla quota urbana i monumenti della città articolandosi attraverso tre principali operazioni:
1.rettificare i margini attualmente frastagliati tra la quota antica e quella contemporanea attraverso un nuovo layer urbano, che trasformi un margine irrisolto in una nuova soglia di ibridazione tra condizioni spaziali e percettive apparentemente dicotomiche;
2.misurare lo spazio indeterminato dell’anello della passeggiata, attraverso una partitura geometrica che funge da elemento ordinatore nello sviluppo del suo percorso, rendendolo un sistema ordinato e riconoscibile;
3.lavorare su un tracciato svincolato dalla forma attuale che consenta, nel disegno di uno spazio pubblico più ampio in affaccio sui fori, di percepire il parco archeologico come elemento generatore e attivo anche della città contemporanea.
Dentro questa logica operativa il rapporto con l’antico non persegue il citazionismo pedissequo delle tracce dei Fori ma consente, alla quota archeologica, di mettersi in risonanza con la città attraverso dispositivi geometrici e corrispondenze spaziali.
The foundational design strategy aims to reintegrate the monuments into the urban fabric through three primary operations:
1.Rectifying the jagged margins between the ancient and contemporary elevations. By introducing a new “urban layer,” the project transforms an unresolved edge into a hybrid threshold, bridging seemingly dichotomous spatial and perceptual conditions.
2.Defining the indeterminate space of the pedestrian ring through a geometric score. This serves as an organizing element that renders the entire path an orderly and recognizable system.
3.Implementing a layout independent of the current street form, allowing for a wider public space facing the Fora. This repositioning enables the archaeological park to be perceived as a generative and active component of the modern city.
Within this logic, the relationship with antiquity avoids literal imitation. Instead, it allows the archaeological level to vibrate in unison with the city through geometric devices and deliberate spatial correspondences.