2022
Bodar
Edoardo Fanteria
Laura Zerella
Matteo Benedetti
Monica Manicone
Luca Cassiani
| Concorso di progettazione |
Il complesso della Cisterna delle Sette Sale è il risultato di una stratificazione complessa avvenuta nei secoli, attraverso una sovrapposizione di segni che rappresentano le diverse epoche. Ogni città, Roma in particolare, è cresciuta sui resti delle precedenti, attraverso una costante rielaborazione. Il monumento in oggetto è un esempio di come la città sia disposta ad accettare la sovrapposizione che qui, segno di due poteri diversi – quello pubblico imperiale della cisterna e quello privato aristocratico della domus – avviene senza nessun tipo di relazione formale e spaziale, narrando due racconti. Tale potenzialità induce ad inquadrare l’intervento all’interno di una dinamica successione di livelli della storia, che consenta la lettura di tutti gli strati come testimonianze del loro valore contingente. La proposta affronta, così, il tema del restauro e della valorizzazione di questa delicata area attraverso l’addizione di un ulteriore livello che, rispondendo alle esigenze di fruizione e protezione, può proseguire il percorso lineare della storia urbana di Roma.
Il progetto si fonda sul principio della addizione per giustapposizione, conservando completamente integri i resti archeologici e sul tema dello spazio romano come “internità”, definendo attraverso un recinto sospeso il limite dentro il quale vivere l’esperienza che coinvolge l’intero corpo archeologico. Un segmento arcuato della cisterna funge da matrice planimetrica di un anello che, monumento del monumento, si sovrappone al resto sintetizzando in un unico gesto la funzione di copertura e il percorso di fruizione della domus. Lo stesso atteggiamento si mantiene anche rispetto alle cisterne. Qui, infatti, la sovrapposizione di una pelle che si innesta nelle sale oblunghe ne consente la fruizione. Un tapetum che preserva il pavimento e consente l’alloggiamento di allestimenti tecnologici ed espositivi. Le cisterne saranno così accessibili e visitabili. Tuttavia, questa nuova infrastruttura che si insinua nelle sale garantisce una flessibilità d’uso per eventi espositivi digitali, analogici, come per eventi mondani.
The project is based on the principle of addition through juxtaposition, preserving the archaeological remains entirely intact, and on the concept of Roman space as “interiority”, defining , through a suspended enclosure, the boundary within which to experience the entire archaeological complex. An arched segment of the cistern serves as the planimetric matrix for a ring which, as a monument within the monument, overlays the rest, synthesising in a single gesture both the function of a roof and the visitor route through the domus. The same approach is maintained with regard to the cisterns. Here, in fact, the overlaying of a skin that fits into the oblong chambers allows them to be accessed. A tapetum that preserves the floor and allows for the installation of technological and exhibition systems. The cisterns will thus be accessible and open to visitors. However, this new infrastructure, which weaves its way through the halls, ensures flexibility of use for digital and analogue exhibitions, as well as for social events.