2025
Bodàr
Ester Bonsante
Viviana Ragnini
Jurgen Rina
AEI progetti
IBS progetti
Caniparoli associati
Vincenzo Leronni
| Concorso di progettazione | 3° Classificato |
La definizione del perimetro di intervento si configura come primo atto fondativo del progetto e deriva da una lettura critica dell’ambito periferico e del suo rapporto con il centro storico, indagato in termini di relazioni urbane e percettive.
Il tessuto si manifesta come privo di qualità diffusa e, soprattutto, di una struttura relazionale riconoscibile: la percorrenza restituisce una sequenza di episodi isolati, incapaci di costituire sistema. Le centralità esistenti appaiono deboli e autoreferenziali, tra loro scarsamente dialogiche. Fa eccezione la Piazza Italia, unica pausa riconoscibile lungo viale Pola, altrimenti caratterizzato da una sostanziale anonimìa. Si intende pertanto concentrare le azioni in un intervento mirato che possa innescare processi riqualificativi a cascata, partendo dalla messa a sistema degli elementi costituenti centralità già esistenti, ma che potenzialmente daranno ancora più frutti nella loro interrelazione.
Il progetto si pone rispetto alla città come nodo propulsivo di generatrici volte a riconnettere la periferia al centro, pur mantenendo identitario e autosufficiente questo brano urbano. In particolare l’emergenza della Chiesa dei Cappuccini viene valorizzata dal disegno del suolo che muove le mosse a partire dalla giacitura di questo monumento attualmente poco legato al suo intorno. La riorganizzazione dell’asse di via Pola volta a ridurre il traffico veicolare e a migliorare la fruizione ciclo- pedonale avviene attraverso il disegno di un suolo continuo, le cui trame e i cui cromatismi consentono di connotare i sistemi di percorrenza che la strutturano. Una metrica sincopata consente il dipanarsi di due differenti manti, uno lapideo e uno cementizio, che mescolandosi originano un vibrante spartito decorativo, fatto di alternanze tra superfici continue e superfici corrugate. Queste ultime a loro volta si distinguono in manti di cemento architettonico, con inerti a vista, e tasselli di pietra a giunto aperto che si immergono nel pavimento cementizio. Il sistema disponibile all’attraversamento carrabile e ciclabile, immaginato come una zona 30 ZTL, è chiaramente identificato da due canaline longitudinali di raccolta delle acque, oltre i quali si dilata lo spazio ad esclusivo uso pedonale.
Partendo dalla piazza della chiesa, le linee del nuovo parco attrezzato si snodano attraverso l’area attualmente occupata dal campo sportivo riconfigurata come parco attrezzato articolato su più livelli: un livello interrato è dedicato al parcheggio e ad altri servizi; un livello intermedio è costituito da una piazza che può essere attrezzata con strutture ricreative quali un campo da basket, un frutteto e un piccolo teatro all’aperto ed è collegata alla piazza antistante la chiesa tramite una leggera pendenza. Il livello superiore è costituito interamente da una bordura verde con specie arboree locali a basso fabbisogno idrico e di terreno e da un’area di attraversamento che collega i due fronti principali.
L’intervento costruisce così una sequenza integrata di spazi, alternando pieni e vuoti, variazioni altimetriche e dispositivi di connessione, in grado di attivare nuove relazioni urbane ed evocare, in chiave contemporanea, la complessità percettiva del centro storico.
The project positions itself within the city as a driving force, acting as a catalyst to reconnect the suburbs with the centre, whilst ensuring that this urban section retains its identity and self-sufficiency. In particular, the presence of the Capuchin Church is enhanced by the ground design, which takes its cue from the location of this monument, which currently has little connection to its surroundings. The reorganisation of the Via Pola axis, aimed at reducing vehicular traffic and improving conditions for cyclists and pedestrians, is achieved through the design of a continuous paving scheme, whose textures and colour schemes help to define the circulation routes that structure it. An irregular rhythm allows two distinct surfaces to unfold – one of stone and one of concrete – which, when combined, create a vibrant decorative pattern characterised by an alternation of continuous and corrugated surfaces. The latter, in turn, consist of architectural concrete surfaces with exposed aggregate and open-jointed stone blocks embedded in the concrete paving. The system, designed for vehicular and cycle traffic and envisaged as a 30 km/h restricted traffic zone (ZTL), is clearly identified by two longitudinal drainage channels, beyond which the space expands into an area for pedestrian use only.
Starting from the church square, the layout of the new multi-purpose park winds its way through the area currently occupied by the sports ground, which has been reconfigured as a multi-level park: a basement level is dedicated to car parking and other facilities; an intermediate level consists of a square that can be equipped with recreational facilities such as a basketball court, an orchard and a small open theatre, and is connected to the square in front of the church via a gentle slope. The upper level consists entirely of a green border featuring local tree species with low water and soil requirements, and a crossing area connecting the two main fronts.
The project thus creates an integrated sequence of spaces, alternating solid and void elements, changes in elevation and connecting features, capable of fostering new urban relationships and evoking, in a contemporary way, the perceptual complexity of the historic centre.