2025
Bodàr
MDU architetti
Viviana Ragnini
AEI progetti
IBS progetti
Caniparoli associati
smart engineering
| Concorso di progettazione | 1° Classificato |
| Fase di progetto | PFTE - Esecutivo |
| Fase di realizzazione | In corso |
La proposta si struttura su una trama narrativa descritta dalla sovrapposizione e dalla giustapposizione tra sub-sistemi, in una sequenza di ambientazioni fatte di superfici minerali e suoli vegetali. Un primo sub-sistema definito da un passo regolare attraversa l’intera sezione trasversale e culmina con l’elemento tridimensionale del “chiosco”; un secondo sub-sistema è definito da un passo intermedio più serrato che occupa esclusivamente la parte tra la “nuova colata basaltica” e la scogliera; un terzo sub-sistema è costituito da effrazioni vegetali intagliate sul suolo disposte con una scansione più sincopata; un quarto sub-sistema è definito dalla distribuzione delle alberature che si inseguono per svelare visuali sul paesaggio e sulla città. All’interno di questa trama, alcuni episodi rappresentano delle polarità che svolgono il ruolo di macro-attrattori, generativi di tensioni spaziali, capaci di innescare inedite relazioni urbane.
Il progetto si sviluppa su un’intelaiatura lineare che corre su una dorsale a sezione costante lungo l’intero waterfront, connettendo le diverse realtà che incontra e garantendo la continuità dei tre sistemi di mobilità: pedonale, ciclabile, carrabile. L’episodio di maggior centralità dell’intervento è rappresentato dalla Piazza di Ognina, dove si prevede il recupero della valenza spaziale dell’invaso e della sua potenza catalizzatrice. In quest’ottica si propone la demolizione dell’attuale cavalcavia e il raccordo dei due lembi adiacenti con la quota della piazza, al fine di rimettere in gioco la piazza come una forte centralità urbana.
Il progetto attua una trasposizione figurata della colata lavica e dei lapilli, che deriva della lettura morfologica della città come un suolo magmatico organico che corre sotto l’abitato per definire la linea di costa.
La proposta intende:
-confermare l’idea di una città di minerale nella quale concedere alla vegetazione delle graduali forme di “aggressione”, attraverso scalfitture che accolgano specie arbustive ed arboree che nel tempo diverranno protagoniste della scena urbana;
-trasformare l’infrastruttura in spazio pubblico pedonale, utilizzandolo in una nuova accezione polisemica, come luogo di relazioni multiple tra persone, realtà urbane e paesaggistiche;
-determinare un vuoto lineare come spazio di mediazione tra dimensione urbana e dimensione geografica che da un lato si offre come vassoio di interazione tra città e mare, dall’altro si presenta come un piano elettivo di interazione con il paesaggio costiero.
In uno spazio quasi esclusivamente orizzontale vengono introdotti pochi elementi tridimensionali che costituiscono i landmark segnaletici di alcuni episodi urbani, distinti in due categorie: le coperture e i chioschi.
The project is developed upon a linear infrastructure following a constant-section ridge along the waterfront. This spine serves as a connective tissue for diverse territorial realities, ensuring the functional continuity of a multimodal mobility system: pedestrian, cyclable, and vehicular.
The focal point of the intervention is located at Piazza di Ognina. The proposal seeks to restore the spatial value of the urban basin and its inherent catalytic potential. This objective is pursued through the demolition of the existing overpass and the subsequent topographical reconciliation of the two adjacent margins with the square’s elevation, thereby re-establishing the site as a dominant urban centrality.
The project performs a figurative transposition of the volcanic flow and lapilli, emerging from a morphological reading of the city as an organic, magmatic substratum that flows beneath the built environment to define the coastline. The proposal aims to:
-reinforce the concept of the “mineral city”, wherein vegetation is permitted gradual modes of “aggression” through tectonic fissures. these host shrub and tree species destined to become the primary protagonists of the urban scene over time.
-transmute infrastructure into polysemic public space, re-contextualizing it as a site for multifaceted interactions between social, urban, and landscape dimensions.
-establish a linear void as a mediatory space between the urban and geographical scales. This void serves as a “vessel” for the interaction between city and sea, and as an elective plane for engaging with the coastal landscape.
In a predominantly horizontal spatiality, a limited number of three-dimensional elements are introduced to serve as semiotic landmarks for urban episodes, categorized into: canopies and kiosks.