11

Ex Frigorifero Militare

  • Luogo

    Cuneo | Italia

  • Committente

    Fondazione CRC

  • Anno

    2020

  • Architettura

    Bodàr
    Edoardo Fanteria
    filoferro architetti

  • Strutture

    AEI progetti

  • Impianti

    Consilium

Status
Concorso di progettazione 1° Classificato
Fase di progetto Definitivo

All’interno di un contesto urbano piuttosto cristallizzato, l’intervento sull’esistente richiede un approccio non solo rigenerativo ma anche, e soprattutto, evolutivo. È necessario operare una interferenza semantica e genetica attraverso la pratica dell’innesto, capace di produrre un’entità che attivi nuove dinamiche. Il progetto di rigenerazione dell’ex Frigorifero implica una riscoperta dell’edificio non solo come fatto appartenente al percorso lineare e diacronico della storia, ma anche come memoria attiva della sua comunità. Questo implica un’operazione di selezione di ciò che è necessario far sopravvivere, in quanto persistenza che la collettività riconosca in modo consapevole, attraverso l’individuazione dei valori primari dell’edificio:  il carattere iconico all’interno del contesto urbano e del paesaggio; il valore urbano come elemento di completamento del tessuto e come bordo poroso e attivo della piazza; il valore documentale di una tradizione architettonica rappresentata dall’essenza tettonica e costruttiva dell’edificio.

Il corpo e la protesi

IN-SITUS

Il processo di innesto all’interno di un corpo presuppone una ferita nell’organismo ospite, intesa come apertura verso una trasformazione capace di condurre a una nuova condizione, più efficace nel rispondere alle contingenze esterne. In questo quadro, il mantenimento del solo involucro perimetrale dell’ex Frigorifero, quale frammento di un’unità compromessa, consente di operare su una soglia tra permanenza e mutazione.
La nuova configurazione architettonica si definisce attraverso l’introduzione di un elemento estraneo, assimilabile a una protesi, che integra e ridefinisce il corpo originario, restituendogli funzionalità e un’immagine inedita. Si genera così una condizione di compresenza tra elementi matericamente e temporalmente differenti, che dà luogo a un organismo unitario sospeso nel tempo. La protesi si dichiara come elemento contemporaneo, evitando ogni intento imitativo, e instaurando un dialogo per contrasto con la preesistenza.
Il volume complessivo riprende il sedime originario e si articola in due sistemi: uno esterno, che prolunga la sagoma attraverso un’estrusione metallica astratta e permeabile, e uno interno, costituito da volumi più compatti e preziosi, che emergono come nuclei intimi e si proiettano verso il paesaggio.
L’organizzazione spaziale distingue tra una condizione ordinaria, caratterizzata da ambienti flessibili, neutri e rarefatti, e una extra-ordinaria, riservata agli spazi pubblici, in cui materia, luce e forma assumono un valore espressivo. Le aperture nella muratura esistente sono enfatizzate come dispositivi di relazione, incorniciando il rapporto tra interno ed esterno.

IN-SITUS

The process of grafting within a body presupposes a wound in the host organism, understood as an opening towards a transformation capable of leading to a new condition, one that is more effective in responding to external contingencies. Within this framework, retaining only the outer shell of the former cold store – as a fragment of a compromised whole – allows us to operate on a threshold between permanence and change.
The new architectural configuration is defined through the introduction of a foreign element, akin to a prosthesis, which integrates and redefines the original structure, restoring its functionality and giving it a new appearance. This generates a condition of coexistence between elements that are materially and temporally distinct, giving rise to a unified organism suspended in time. The prosthesis asserts itself as a contemporary element, avoiding any imitative intent, and establishing a dialogue through contrast with the pre-existing structure.
The overall volume follows the original footprint and is organised into two systems: an external one, which extends the outline through an abstract, permeable metal extrusion, and an internal one, consisting of more compact and refined volumes that emerge as intimate cores and project out towards the landscape.
The spatial organisation distinguishes between an ordinary condition, characterised by flexible, neutral and sparse environments, and an extraordinary one, reserved for public spaces, in which material, light and form take on an expressive value. The openings in the existing masonry are emphasised as devices for connection, framing the relationship between interior and exterior.

Prossimo Progetto → 20

Recupero Palazzo Carcano