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Nuova sede Cineca

  • Luogo

    Bologna | Italia

  • Committente

    Cineca Consorzio Interuniversitario

  • Anno

    2024

  • Architettura

    Bodàr
    Viviana Ragnini

  • Strutture

    AEI progetti

  • Impianti

    IBS progetti

  • Paesaggio

    Giusy Manfredi

Status
Concorso di progettazione

Il sistema urbano che attualmente accoglie il campus del Cineca rappresenta un modello insediativo di estrema debolezza, ma contestualmente di notevole interesse per la connotazione di frangia urbana che l’insieme degli elementi ne descrive. L’adiacenza dicotomica di aree verdi e rurali, la presenza di una serie di tessuti edilizi strutturali su diverse trame, il cambio di scala operato dalle macro-unità commerciali, tutte convergenti verso il nastro autostradale che sembra scomporre e riordinare l’insieme esistente, sono tutti dati dell’esistente che forniscono un carattere babelico ad una soglia paesaggistica carica di tensioni territoriali.
La proposta mira a trasformare l’attuale frammentazione del Campus in un landmark iconico, superando la mediocrità edilizia circostante tramite un’operazione di sovrascrittura radicale. Il progetto si fonda su un nuovo edificio dal linguaggio complesso e un guscio espressivo che avvolge l’esistente, convertendo un sistema disordinato in un palinsesto unitario e visibile dall’autostrada.

Orizzonti successivi

Matrix

Il nuovo edificio si presenta come un elemento “matrice” parametrica che svela il proprio funzionamento al mondo esterno, offrendo scenari sempre diversi, combinati ed integrati con gli spazi vegetali. La matrice si dilata nel piano basamentale a dichiarare una permeabilità più evidente verso gli spazi di maggior condivisione. Nel resto dell’edificio la metrica della matrice rimane più serrata offrendo una densità della trasparenza in relazione al punto di vista dal quale si osserva l’edificio. La trama distesa sui fronti viene compromessa da dei contrappunti di pausa metrica definiti dalle logge, grazie alle quali anche le facciate accolgono invasi spaziali che ne amplificano la profondità.
Il collegamento tra gli edifici esistenti e il nuovo edificio viene proposto come un luogo cerniera rappresentativo proprio dell’integrazione tra le quattro componenti fondative del programma funzionale. La “galleria” che unisce esistente e nuovo si configura come un luogo nel quale sono ricavati gli spazi di ristoro ai due estremi del passaggio e sui due livelli di connessione, distribuiti intorno ad una corte verde. La disposizione di questi spazi consente all’utenza di utilizzarli per le tre funzioni soprelencate: momenti di lavoro informale, momenti di relax, momenti di relazione con la comunità lavorativa, momenti di rapporto con la vegetazione. L’intero edificio si è organizzato secondo questa modalità, ossia distribuendo ad ogni livello in ogni ambito funzionale una porzione di vegetazione e una porzione di spazi di relazione e ristoro affiancati agli spazi di lavoro o ad altri spazi complementari.
Al piano terra, il flusso è pubblico e minerale: un foyer a doppia altezza accoglie gli utenti verso la sala conferenze e l’area espositiva. Nei livelli superiori, i percorsi si integrano con logge vegetali e serre bioclimatiche, creando momenti di sosta e compensazione dal carico operativo. All’esterno, la rigenerazione del suolo riduce al minimo gli spazi di manovra per i veicoli, sostituendo l’asfalto con manti drenanti e percorsi pedonali immersi nel verde, che riorganizzano la viabilità interna secondo principi di sostenibilità e sicurezza.

Matrix

The new building presents itself as a parametric ‘matrix’ that reveals its inner workings to the outside world, offering ever-changing vistas that blend seamlessly with the green spaces. The matrix expands at ground level to create a more pronounced sense of openness towards the communal areas. In the rest of the building, the matrix’s grid remains tighter, offering varying degrees of transparency depending on the vantage point from which the building is viewed. The pattern across the façades is punctuated by breaks in the grid defined by the loggias, thanks to which the façades also incorporate spatial recesses that enhance their depth.
The link between the existing buildings and the new building is conceived as a pivotal space that embodies the integration of the four fundamental components of the functional programme. The ‘gallery’ linking the existing and new structures is designed as a space featuring refreshment areas at both ends of the passageway and on the two connecting levels, arranged around a green courtyard. The layout of these spaces allows users to utilise them for the three functions listed above: informal work, relaxation, interaction with the working community, and engagement with the greenery. The entire building has been organised in this way, namely by allocating, on each level and within each functional area, a section of greenery and a section of social and refreshment spaces alongside the workspaces or other complementary areas.
On the ground floor, the flow is open and unobstructed: a double-height foyer guides visitors towards the conference hall and exhibition area. On the upper floors, the circulation routes are integrated with green balconies and bioclimatic greenhouses, creating spaces for rest and respite from the operational demands. Outside, the regeneration of the site minimises the space required for vehicle manoeuvring, replacing asphalt with permeable paving and pedestrian paths surrounded by greenery, which reorganise the internal traffic flow according to principles of sustainability and safety.

 

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Istituto superiore De Luca