2022
Bodàr
Edoardo Fanteria
Duccio Fantoni
Salome Katamadze
Milena Petkovic
AEI progetti
Consilium
Edoardo Vanni
| Concorso di progettazione | 5° Classificato |
Il progetto si fonda sull’esaltazione del valore topografico dell’area attraverso azioni progettuali che indagano linea di terra come opportunità per nuovi campi di relazione: la prima azione riguarda la riconfigurazione del giardino che funge da spazio di connessione tra ambiti urbani adiacenti; la seconda azione è concentrata sulla sostituzione del tassello urbano esistente, che nella sezione assorbe e sintetizza la variazione altimetrica. Il progetto raccorda gli elementi del contesto — la scuola con il proprio giardino, la palestra e le vie adiacenti — mediandone le relazioni. Le geometrie curve definiscono un sistema che ottimizza gli spazi aperti per attività ludiche e ricreative, garantendo la miglior gestione possibile dello spazio.
Il volume in sostituzione dell’ex sottostazione elettrica si configura come un nuovo tassello inserito nella massa costruita del quartiere, stabilendo una relazione diretta con il fronte urbano. Il muro di confine sulla via diventa lo zoccolo su cui poggia la palestra, creando una dilatazione della strada che genera una soglia di mediazione tra spazio urbano e architettura. Il fronte della palestra, arretrato rispetto al sedime originario, ricuce in modo discreto la continuità della cortina edilizia.
La palestra si articola in due elementi principali che definiscono due condizioni spaziali. Il basamento, più compresso e raccolto, funge da elemento di interazione urbana e restituisce una percezione di “internità romana”, caratterizzando gli spazi di servizio e di relazione minore. Il volume superiore poggia sul basamento e ospita un’aula unica, contrapponendosi per ampiezza e spazialità al carattere cunicolare del basamento. Una volta rovesciata, modulata per regolare l’ingresso della luce naturale, definisce l’assolutezza dello spazio e il nuovo coronamento dell’edificio.
La tipologia dell’edificio si sviluppa in continuità con la struttura formale: l’attacco a terra accoglie le funzioni di servizio, mentre dall’atrio, concepito come spazio osmotico, si dirama un asse distributivo verso il livello superiore. Il piano principale, alla quota del giardino, ospita la palestra e le attività che necessitano di contatto con l’esterno. I flussi sono differenziati, garantendo accessi riservati agli studenti e contemporaneamente l’ingresso degli utenti esterni al giardino. Il collegamento verticale conduce a due spazi aperti: una loggia intermedia affacciata su via Clementina e la copertura praticabile, destinata a uno spazio polifunzionale.
The building replacing the former electrical substation is conceived as a new element integrated into the neighbourhood’s built fabric, establishing a direct relationship with the urban frontage. The boundary wall facing the street becomes the plinth upon which the gym rests, creating a widening of the street that forms a threshold mediating between urban space and architecture. The front of the gym, set back from the original site, discreetly restores the continuity of the building line.
The gym comprises two main elements that define two distinct spatial conditions. The plinth, which is more compact and intimate, serves as an element of urban interaction and evokes a sense of ‘Roman intimacy’, housing the service areas and spaces for informal interaction. The upper volume rests on the base and houses a single hall, contrasting in terms of its spaciousness and openness with the tunnel-like character of the base. Once inverted and adjusted to regulate the entry of natural light, it defines the absolute nature of the space and the building’s new crown.
The building’s layout follows the formal structure: the ground floor houses the service areas, whilst a circulation axis branches off from the atrium – designed as an open, airy space – leading to the upper level. The main floor, at garden level, accommodates the gym and activities that require access to the outdoors. The circulation routes are differentiated, ensuring separate access for students whilst also allowing external users to enter the garden. The vertical connection leads to two open spaces: an intermediate loggia overlooking Via Clementina and the accessible roof, intended as a multi-purpose space.