2007 | 2019
Bodàr
Serafina Amoroso
Vincenzo Mellace
Domenico Segreto
| Fase di progetto | Definitivo | Esecutivo |
| Fase di realizzazione | Completato |
Indagare il tema dell’abitazione è un’esplorazione sul significato più profondo del rapporto tra l’uomo e il suo rapporto con la terra. È, nella sostanza, un modo per stabilire come si vuole insediare un suolo per mettersi in relazione con l’ambiente. Il progetto per le due residenze parte dal riconoscimento dei valori di una realtà geografica molto specifica, per qualità paesaggistica, per contesto territoriale, per condizione topografica. Questi valori diventano i primi interlocutori da cui trarre istanze relazionali, che condizioneranno il senso specifico dell’abitare quel luogo.
Il principio insediativo si fonda sull’idea che le abitazioni siano anche dispositivi di contemplazione e selezione ambientale. Condizionato da una modellazione operata prima del progetto, il suolo viene articolato in terrazzamenti che, attraverso la concrezione del bordo, si danno come podi della scatola muraria abitata. Le abitazioni sono pensate secondo lo stesso principio conformativo: il terrazzamento si modella per farsi basamento introverso, su cui si poggia un volume plastico. Il piano basamentale si presenta con una forte matericità, che dichiara la sua appartenenza al mondo geologico ed esprime il carattere topografico del progetto. La tettonica dell’edificio qui si esprime attraverso il rivestimento lapideo disposto a strati come se scaturisse da una faglia in cui possono leggersi i segni delle sedimentazioni. La spazialità che ne deriva è quella archetipica e assoluta della cavità nella roccia, caratterizzata da una plasticità accennata e rarefatta.
La scatola muraria poggiata sul basamento si presenta come una chiara manifestazione antropica in rapporto dialettico con la natura. La connotazione espressamente plastica è sottolineata dalla definizione chiaroscurale delle facciate, che giocano con la luce solare per anticipare all’esterno l’organizzazione spaziale dell’interno abitato. II continuo cambio di profondità delle facciate definisce dei luoghi di mediazione e intersezione tra esterno ed interno. Le due abitazioni si differenziano per il tema del loro coronamento: la casa posta alla quota più bassa infatti è dotata di una copertura piana che partecipa degli orizzontamenti delle terrazze che le fanno da sfondo; quella posta a quota più alta invece demanda l’attacco al cielo ad una copertura a falde inclinate, laddove lo sfondo è ormai definito dal solo sistema ambientale.
Entrambe le abitazioni i sviluppano su tre livelli articolate attorno ad un vuoto centrale, che le attraversa interamente per culminare con dei lucernai. Lo spazio del basamento, in entrambi i casi, si dilata per definire una corte, sulla quale si affacciano attività extra-ordinarie rispetto agli standard abitativi mentre la scatola muraria bianca che si poggia sul basamento accoglie le attività “tradizionali” dell’abitazione, con la zona giorno al piano nobile, in relazione spaziale diretta con le terrazze, e la zona notte al secondo livello. Tutti gli spazi interni delle abitazioni sono qualificati da un rapporto esclusivo e unico con l’intorno, istituendo un paesaggio sempre diverso a seconda delle modalità con cui viene compromessa la scatola muraria. Nel caso della casa con copertura orizzontale uno slittamento del volume rispetto alla struttura portante, scopre il telaio che produce un’amplificazione spaziale nelle tre dimensioni. Il vuoto centrale della casa a falde invece è attivato da una scala che percorre i tre livelli. Le abitazioni, così configurate, si danno ai loro abitanti come dispositivi da cui selezionare frammenti del mondo esterno.
The building volume resting on the plinth appears as a clear human-made feature in a dialectical relationship with nature. Its distinctly sculptural quality is emphasised by the chiaroscuro definition of the façades, which play with sunlight to foreshadow the spatial organisation of the inhabited interior from the outside. The continuous variation in the depth of the façades creates spaces of mediation and intersection between the exterior and interior. The two dwellings differ in terms of their roofing: the house situated at the lower elevation, in fact, features a flat roof that blends into the horizontal lines of the terraces forming its backdrop; the one situated at the higher elevation, on the other hand, entrusts its connection to the sky to a pitched roof, where the backdrop is now defined solely by the surrounding landscape.
Both dwellings are arranged over three levels, organised around a central void that runs through them entirely and culminates in skylights. In both cases, the basement space expands to form a courtyard, onto which activities that go beyond standard residential norms open out, whilst the white brick box resting on the basement accommodates the ‘traditional’ functions of the home, with the living area on the main floor, in direct spatial relation to the terraces, and the sleeping area on the second level. All the interior spaces of the dwellings are characterised by an exclusive and unique relationship with their surroundings, creating a landscape that is constantly changing depending on how the brick-and-mortar box is compromised. In the case of the house with a horizontal roof, a shift in the volume relative to the load-bearing structure reveals the framework, producing a spatial amplification in all three dimensions. The central void of the pitched-roof house, on the other hand, is activated by a staircase that runs through the three levels. Configured in this way, the dwellings present themselves to their inhabitants as devices from which to select fragments of the outside world.