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set 2017

Settembre – Novembre 2017: 1987-2017: ROMA ALLO SPECCHIO. L’immagine della capitale tra passato e futuro

Del
di Bodar

DIVERSE GENERAZIONI DI ARCHITETTI A CONFRONTO PER RIAPRIRE UN DIBATTITTO SULLA GESTIONE URBANISTICA E ARCHITETTONICA DI ROMA.
UNA LECTIO MAGISTRALIS CON FRANCO PURINI E PIERO OSTILO ROSSI SULLA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA CITTA’.
A PARTIRE DA SABATO 30 SETTEMBRE TREVI OSPITA UNA MOSTRA A DUE FACCE

Titolo:1987 – 2017 Roma allo specchio. L’immagine della capitale tra passato e futuro
Genere: Architettura. Mostra di disegni e Lectio Magistralis
Ideazione: Franco Purini ed Enrico Ansaloni
A cura di: Enrico Ansaloni e Maurizio Coccia
Apparati didattici: Mara Predicatori
Sede: Centro per l’Arte Contemporanea “Palazzo Lucarini Contemporary”, Trevi (PG)
Inaugurazione 30/09/2017 ore 17.30 con  Lectio magistralis* e presentazione catalogo
Apertura: dl 30/09 al 12/11 dal venerdì alla domenica dalle 15.30 alle 18.30 (su prenotazione fuori orario)
Segreteria e logistica: Associazione Culturale Palazzo Lucarini Contemporary (Presidente Giovanni Curti)
Ente patrocinatore Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio)
Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Comune di Trevi
Con il patrocinio dell’ordine degli architetti di Perugia e L’INU istituto nazionale di urbanistica sezione Umbria.

 Sabato 30 settembre si aprirà a Palazzo Lucarini Contemporary una mostra a più facce. Nel 1987, infatti,  la Triennale di Milano organizzò una mostra che aveva come titolo “La città immaginata – Nove progetti per nove città”. Franco Purini fu incaricato all’epoca di curare la sezione romana che aveva come tema “La città politica. I nuovi ministeri”. Si trattava di elaborare una proposta che riguardasse lo spostamento dei luoghi della politica nell’area periferica di Centocelle che faceva parte delle zone nelle quali doveva sorgere lo S.D.O. (Sistema Direzionale Orientale). A distanza di trent’anni sono riproposti al pubblico di oggi i risultati di quel meritorio lavoro, mediante l’esposizione dei disegni originali dell’epoca.
A testimoniare la necessità – quanto mai attuale – di riprendere le fila del dibattitto sulla gestione urbanistica e architettonica di Roma, poi, sono stati invitati architetti, di una generazione più recente, a offrire il loro personale punto di vista sulla situazione della Città Eterna.
La pluralità delle voci, così, è disposta su un piano doppiamente dialettico: sia dei contenuti, sia dei mezzi espressivi adottati. Un’occasione, quindi, per verificare come lo stile non sia solo un elemento formale, ma strumento percettivo dotato a sua volta di significato autonomo.
A completamento dell’iniziativa, il Prof. Franco Purini e Piero Ostilio Rossi, in occasione dell’inaugurazione terranno una lezione pubblica sulla rappresentazione grafica delle città e, al contempo, sarà presentato anche il catalogo dell’esposizione edito da EraNuova.

Lista dei partecipanti
1987 Alessandro Anselmi – Francesco Cellini – Claudio D’Amato – Giangiacomo D’Ardia – Massimo Fraticelli – Renato Nicolini – Franz Prati  – Franco Purini  – Laura Thermes
2017 Carmelo Baglivo – Andrea Dragoni – Fabio Fabiani – Luca Galofaro – Francesco Messina – Lina Malfona – Giorgios Papaevangeliu – Gabriele Pierluisi, Luca Porqueddu – Giovanni Romagnoli – Pietro Zampetti – Laura Zerella

 

All’interno della mostra Francesco Messina esporrà l’opera Nuove geografie urbane

 

“Le zolle urbane di Piranesi raccontavano e raccontano ancora oggi di una connaturata attitudine di Roma a costruirsi per parti che esprimono tante città, tante società ed allo stesso tempo un’unica grande comunità. Una città fatta di frammenti connessi tra loro da un sistema di relazioni stratificatesi nella storia, che ambiscono a ricondurla ad un insieme unitario. Questo insieme oggi è messo sempre più in crisi dalla dispersione urbana nelle aree periferiche della città, che sta fagocitando la struttura identitaria e formale di Roma, sempre più sfrangiata e quasi priva di un disegno urbano. Roma potrà ritrovare la propria unitarietà a partire dalle infrastrutture e dal potenziamento del suo bordo più riconoscibile e strutturato, il grande raccordo anulare. Il suo ispessimento, attraverso una infra-struttura iper-densa, determinerà nuove geografie urbane capaci di contrastare la dilagante frammentarietà contemporanea. Avrà luogo una nuova identità metropolitana che trarrà linfa vitale dalla propria marginalità, dai propri limiti, dalle soglie territoriali in cui si insedieranno nuove comunità, nuove e diverse culture, nuovi propulsori della creatività.”

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